Ballare era tutto per lei. Passava ore ed ore in palestra ad imparare nuove coreografie. Aveva un sogno: voleva diventare Prima Ballerina della Scala. Molti le facevano i complimenti,era la migliore del suo corso,aveva vinto molti premi. Molti ragazzi la ammiravano,altri la invidiavano,ma Carolina restava sempre con la testa sulle spalle,determinata ad ottenere ciò che desiderava.
Carolina aveva diciassette anni,viveva a Firenze,era una ragazza allegra,solare,nonostante all’apparenza desse l’idea di essere antipatica.
Era alta e magrissima. Aveva i capelli castani e mossi e gli occhi molto grandi e verdi.
Frequentava Daniele da qualche tempo,lui era più grande di due anni.
Frequentavano la stessa scuola,un liceo scientifico fiorentino. Lei era appena entrata nel triennio quando fu coinvolta in una recita scolastica. Inizialmente Carolina non voleva partecipare,aveva paura che questo progetto potesse toglierle tempo per la danza e per lo studio.
La professoressa Martini,la docente che si occupava del recital chiese a Daniele di convincerla ad entrare nella compagnia. Daniele era il ragazzo che tutte le ragazze sognavano di avere. Aveva i capelli mori,ricci,un po’ lunghetti e gli occhi nocciola. Aveva un sorriso mozzafiato,era simpatico e amava il calcio,il canto e divertirsi,ma non era uno di quei ragazzi che per divertimento intendono drogarsi o ubriacarsi,a lui bastava una serata con gli amici.
Non conosceva Carolina,si erano visti alcune volte a scuola,ma non si erano mai rivolti la parola.
Le professoressa molto determinata,sperava che la fama e la bellezza di Daniele la potessero convincere.
Erano i primi di Novembre quando Daniele chiese al professor Demigi di uscire dalla classe.
Daniele chiese al bidello,il signor Lucio,quale fosse la classe di Carolina,per poi accorgersi che era proprio accanto alla sua. Entrò e chiese alla professoressa il permesso di fare uscire Carolina.
Le sue compagne rimasero a bocca aperta. Pensavano che la loro compagna si frequentasse col “Divo”,era così che le studentesse chiamavano Daniele.
Lei uscì preoccupata. Non aveva mai rivolto la parola a questo ragazzo ed era l’unica della scuola a dire che non fosse un bel ragazzo.
«Dai,vieni ai corsi. Saranno due volte sole a settimana e lo spettacolo sarà dopo la fine della scuola,se per qualche prova non puoi partecipare,non fa niente. L’importante è che tu ci sia.» e mostrò uno dei suoi sorrisi.
«E perché devo esserci per forza?»
«Perché sei una bravissima ballerina,la professoressa ti ha anche sentito cantare,vuole che tu faccia la protagonista.»
«Quale sarebbe il musical?»
«Ti sto convincendo?»
«Non si risponde ad una domanda con un’altra domanda.»
«Scusa.»
«Comunque ancora non lo ha detto,domani pomeriggio alle tre c’è il primo incontro,se vuoi venire,saremo in palestra.»
«Ok.»
«Ok,”verrai” o ok “grazie ma non mi interessa”?»
«Devo pensarci.»
«Siamo alla seconda ora,entro la quinta ora vieni a cercarmi per darmi la risposta?»
«Ok.»
Era appena suonata la quinta ora,Daniele non aveva ancora avuto una risposta da Carolina. Uscirono contemporaneamente dalle classi. Lei si mise subito le cuffie alle orecchie,Daniele le spuntò davanti.
«Non mi hai dato una risposta.»
«Come?» si tolse le cuffie,con la musica non capì bene.
«Dico,ancora io aspetto una risposta.»
«Oh,già l’ho dimenticato.»
«Ci hai pensato almeno?»
«Si.»
«Bene,quindi?» Cominciarono a camminare verso l’uscita.
«Quindi…non lo so.»
«Ma come? Ci sarò io,ci saranno Michele,Francesca,Paola e altri…»
«Si,ma io ho un problema.»
«Ah,mi dispiace,hai bisogno di aiuto?»
«No,il fatto è che mi vergogno ad esibirmi in pubblico.»
«Stai scherzando? E tutti gli spettacoli che fai allora? Ti drogano prima di salire sul palco?»
«No,ma ballare soltanto è diverso da ballare,cantare e recitare.»
«Non conosci noi,vedrai che ti divertirai,dai!»
«E va bene!»
«Come,scusa? Ti ho convinto?»
«Sì.»
«Grande! Ci vediamo domani allora!»
«Ok,ciao!»
Il giorno dopo Carolina alle prove,conobbe altre persone e da subito si sentì a suo agio,in fondo,anche recitare faceva parte del suo sogno,anche se in misura minore.
I mesi passarono ed il “Brutto Anatroccolo”,era così che Daniele chiamava Carolina,diventava sempre più bravo.
«Brutto Anatroccolo,domani sera io,Marco e Francesca andiamo al Flog,c’è una cover band degli U2 e vogliamo sentirli,vieni con noi?»
«Ehm,va bene.»
Sabato sera arrivò presto,era già Marzo,le prove dello spettacolo procedevano bene ed i due protagonisti,Daniele e Carolina,erano molto affiatati.
«Ehi,ciao!»
«Ciao!»
«Entriamo?»
«Sì,Marco e Francesca dove sono?»
«Ehm..non stanno più insieme,si sono lasciati stamattina.»
«Oddio…mi dispiace!»
«Eh,anche a me.»
Entrarono,il locale era quasi pieno,trovarono un tavolino e si sedettero lì.
«Pronto per gli esami?»
«Cosa? Non capisco!»
Carolina prese una penna dalla borsa e su un fazzolettino scrisse “Ma quando lo trovi il tempo per studiare? Sei pronto?” Daniele lesse e scrisse “Tranquilla che l’anno prossimo non mi vedrai a scuola.” “Beh,sarebbe un peccato” “Perché?””Niente,lascia stare””Ok,vuoi qualcosa da bere?”
“No,se per te va bene,vorrei uscire,questo tizio sta rovinando la canzoni degli U2.” “hai ragione.”
Si alzarono ed uscirono.
«Non sento più!»
«Non sei l’unica!»
«Che ore sono?»
«L’una e mezza.»
«Oddio! Devo tornare a casa!»
«Stai lontano da qui?»
«Sì!»
«Vieni ti accompagno io.»
«Come?»
«Ho la macchina parcheggiata qui dietro,vieni!»
In macchina parlarono molto,scherzarono e risero.
«Ti puoi fermare qui.»
«Ok.»
«Ciao,grazie per la bella serata!»
«Grazie a te!»
Carolina stava per scendere dall’auto,ma Daniele la trattenne.
«Aspetta.» la tirò a sé e la baciò.
Lei sorrise «adesso posso andare?»
«se proprio devi…»
«Ci vediamo lunedì,dai!»
«va bene,ciao!» e si baciarono nuovamente.
Quel lunedì non arrivò mai. Daniele quella sera,poco prima di arrivare a casa,ricevette una telefonata. Era la sorella di Caro. Carolina aveva avuto un malore,era in ospedale.
La mattina stessa i medici le diagnosticarono un tumore fulminante al cervello.
Non le restava molto da vivere. Daniele andò in ospedale,restò tutto il giorno lì.
I genitori e la sorella erano distrutti, lui stava impazzendo.
Non poteva essere successo tutto così velocemente.
Il lunedì Daniele andò a scuola,ma uscì prima. Non riusciva a non pensare a Caro. Nessuno lo aveva mai visto così. Poco prima di uscire entrò nella classe di Carolina,raccontò ai compagni e alla professoressa di sabato,del malore e della malattia. Serena,la sua compagna di banco,scoppiò a piangere. Tutti rimasero in silenzio,sconvolti.
«I medici dicono che nessuna cura potrebbe far effetto. Ha si e no un mese di vita.»
Uscì dalla classe,in lacrime. La ragazza di cui era innamorato stava per andarsene per sempre.
Si fece forza,tutti i giorni andava a scuola,i pomeriggi li passava in ospedale,tutto il suo tempo libero lo dedicava a lei. Col passare dei giorni le sue condizioni peggiorarono velocemente. Si sentì impotente,mai come in quel momento desiderò di essere al suo posto. Avrebbe sofferto di meno.
Era il 29 Aprile quando il cuore di Carolina smise di battere.
Daniele era a scuola,dentro di sé si sentì come un vuoto tutto d’un tratto. Gli squillò il telefono,uscì dall’aula. Era la sorella di Caro,non ce l’aveva fatta.
Daniele uscì tempestivamente da scuola,andò in ospedale.
Arrivato lì la vide,bella come non mai,ma immobile,come se stesse dormendo.
Dormiva,sì,il suo era però un sonno profondo dal quale neanche il bacio del principe l’avrebbe svegliata.
Rientrato a scuola,qualche giorno dopo il funerale,Daniele lasciò sul banco di Carolina un mazzo di fiori ed un biglietto con scritto “Avevi un sogno piccolo anatroccolo,ma si è bruciato prima che potessi capire di averlo realizzato. Eri una ballerina,e lo sei tutt’ora,adesso danzerai nell’aria per me e per coloro che,come me,ti amano. Mi mancherai.
Daniele”.
NEVERLAND.
Siamo qui,dentro il mondo che non c'è,qui non servirà un miracolo vivi o morti non ci avranno mai."
venerdì 7 ottobre 2011
domenica 7 agosto 2011
"Benvenuto nella nostra famiglia ; una volta che ne sei dentro è difficile uscirne."Hayley Williams.
Una famiglia per antonomiasia è composta da padre,madre ed almeno un figlio.
Ma ci sono anche altri tipi di "famiglie". Famiglie allargate,per così dire.
Mi riferisco a famiglie di fan,entro le quali ti senti a casa,ti senti protetta da mura alte e forti.
La foto a sinistra ritrae tre persone,tre "fondatori" di una famiglia,forse di una delle famiglie a cui sono più legata.
La foto a sinistra ritrae tre persone,tre "fondatori" di una famiglia,forse di una delle famiglie a cui sono più legata.
Ieri questi tre scimmioni erano in concerto a quattro ore,circa,da me. Mi rendo conto che è stato un vero peccato averli persi,ma non demordo.
Quest'anno a scuola,mentre studiavo i "Promessi Sposi",una frase attirò la mia attenzione. Diceva più o meno "ma lei non lo sa che dietro a tanti dispiaceri si cela una grande ed infinita gioia" a senso mio,la mia assenza di ieri a San Vito Lo Capo si può interpretare come una futura botta di fortuna.
Ok,meglio che torno seria.
Quest'anno a scuola,mentre studiavo i "Promessi Sposi",una frase attirò la mia attenzione. Diceva più o meno "ma lei non lo sa che dietro a tanti dispiaceri si cela una grande ed infinita gioia" a senso mio,la mia assenza di ieri a San Vito Lo Capo si può interpretare come una futura botta di fortuna.
Ok,meglio che torno seria.
Quando non stai da tempo a casa senti la nostalgia che ti prende e ti fa ricordare tutti i bei momenti che hai passato con le persone che più ami.
Prima ascoltavo una canzone "feels like home" di Orianthi (Dio quant'è brava quella ragazza **),nel ritornello dice appunto "Cause every moment now is what I believe somehow would be my reality,all right now...Cause there's no other feeling like it. The only way you can define it.
Is that I'm on my own, it somehow feels like home."Prima ascoltavo una canzone "feels like home" di Orianthi (Dio quant'è brava quella ragazza **),nel ritornello dice appunto "Cause every moment now is what I believe somehow would be my reality,all right now...Cause there's no other feeling like it. The only way you can define it.
Io mi rivedo in queste parole,io,quando sono sotto un palco con quei cretini,o quando ascolto le loro interviste,o leggo le boiate che scrivono qua e là sul web,mi sento a casa. So che loro fanno molto per noi,lo sento e li ringrazio sempre,perchè magari loro non sanno neanche che esisto,però io so che loro esistono per me e sono indispensabili.
Ecco,indispensabili è la parola adatta. So che ci sono parecchie persone che pensano questo,non solo di quei tre nella foto,ma di tante band. E' un pensiero che accomuna tutti noi ragazzi che seguiamo con foga,amore e passione una band o un cantante.
Questo non è un semplice post di un blog. E' quasi una "dichiarazione d'amore incondizionato" verso alcune persone che mi danno molto continuamente,costantemente. Proprio come fanno i genitori con i loro figli.
Forse il paragone è un po' azzardato, ma non trovo che questo concetto si possa esprimere in un altro modo.
Detto questo passo e chiudo, mi sono stancata di scrivere.
love y'all
Ecco,indispensabili è la parola adatta. So che ci sono parecchie persone che pensano questo,non solo di quei tre nella foto,ma di tante band. E' un pensiero che accomuna tutti noi ragazzi che seguiamo con foga,amore e passione una band o un cantante.
Questo non è un semplice post di un blog. E' quasi una "dichiarazione d'amore incondizionato" verso alcune persone che mi danno molto continuamente,costantemente. Proprio come fanno i genitori con i loro figli.
Forse il paragone è un po' azzardato, ma non trovo che questo concetto si possa esprimere in un altro modo.
Detto questo passo e chiudo, mi sono stancata di scrivere.
love y'all
venerdì 5 agosto 2011
Inizia un viaggio,inizia una nuova vita...
...Non importa dove vivi,non importa dove sei diretto. L'unica cosa che conta del viaggio è il viaggio stesso. La strada che percorrerai...
“Buon viaggio. Ti voglio bene”. Diceva l'ultimo messaggio che lessi prima di spegnere il cellulare. Avevano appena annunciato l'apertura dell'imbarco del mio volo. Mi alzai dalla sedia trascinando il bagaglio a mano. Stavo per fare il grande passo. Stavo per partire, chissà per quanto tempo sarei rimasta all'estero. Non sapevo quanto tempo ci avrei messo per ambientarmi, per fare delle amicizie. Se avessi avuto una sfera di cristallo avrei potuto rispondere a tutte le domande che affollavano la mia mente. Mi sedetti al mio posto e aspettai tranquillamente il decollo. Dopo un paio di minuti sentì una strana pressione sul mio corpo seguita da alcune leggere vertigini. Poi passò tutto. Guardai fuori dal finestrino: era buio e vedevo le luci della città. Chissà quanti bambini sono per ora con gli occhi puntati al cielo scambiando le luci dell'aereo per un UFO. Oppure sono consapevoli che si tratti di un aereo e lo salutino...come se da qui su fosse semplice vedere la gente. Appoggio la testa allo schienale e chiudo gli occhi. Sono in un prato con i miei amici. È una bellissima giornata primaverile. Fa caldo,il sole splende: non esiste una giornata migliore per scattare qualche foto. Le foto per me sono fondamentali. Fermano un attimo e ti danno la possibilità di riviverlo tutte le volte che ne senti il bisogno. Stanno giocando tutti insieme a calcio: maschi contro femmine. In questo momento Laura fa gol. Le ragazze sono in vantaggio. Mi sa che gli uomini hanno preso sottogamba questa sfida. Di colpo il cielo diventa grigio, arrivano dei grossi nuvoloni che non fanno presagire nulla di buono. Propongo, allora, ai ragazzi di andare sotto un tendone: potrebbe piovere da un momento all'altro. Non mi ascoltano, vogliono continuare a giocare ed io resto lì a guardarli. Sorrido, sono felice. Qualche goccia inizia ad arrivarmi addosso, una decina di minuti dopo siamo tutti bagnati. Smettono così di giocare col pallone ed iniziano a tirare delle palle di fango. Vedendo che la situazione diventava insostenibile inizio anche io. Prima una,poi due. Poi una dritta in faccia, che mira! Ridiamo,non riusciamo a smettere di ridere. La gente che passa per strada ci guarda male, ma non capisce che il fango fa bene alla pelle! Riapro gli occhi, una voce annuncia l'imminente atterraggio. Quanto ho dormito? Qualche minuto dopo si sentì una botta. Il carrello aveva toccato il terreno. Sciolsi la cintura di sicurezza e mi preparai a scendere. Uscita dall'aereoporto vidi Madrid in tutta la sua bellezza. Questo posto sarebbe stato la mia casa per molto tempo...
“Buon viaggio. Ti voglio bene”. Diceva l'ultimo messaggio che lessi prima di spegnere il cellulare. Avevano appena annunciato l'apertura dell'imbarco del mio volo. Mi alzai dalla sedia trascinando il bagaglio a mano. Stavo per fare il grande passo. Stavo per partire, chissà per quanto tempo sarei rimasta all'estero. Non sapevo quanto tempo ci avrei messo per ambientarmi, per fare delle amicizie. Se avessi avuto una sfera di cristallo avrei potuto rispondere a tutte le domande che affollavano la mia mente. Mi sedetti al mio posto e aspettai tranquillamente il decollo. Dopo un paio di minuti sentì una strana pressione sul mio corpo seguita da alcune leggere vertigini. Poi passò tutto. Guardai fuori dal finestrino: era buio e vedevo le luci della città. Chissà quanti bambini sono per ora con gli occhi puntati al cielo scambiando le luci dell'aereo per un UFO. Oppure sono consapevoli che si tratti di un aereo e lo salutino...come se da qui su fosse semplice vedere la gente. Appoggio la testa allo schienale e chiudo gli occhi. Sono in un prato con i miei amici. È una bellissima giornata primaverile. Fa caldo,il sole splende: non esiste una giornata migliore per scattare qualche foto. Le foto per me sono fondamentali. Fermano un attimo e ti danno la possibilità di riviverlo tutte le volte che ne senti il bisogno. Stanno giocando tutti insieme a calcio: maschi contro femmine. In questo momento Laura fa gol. Le ragazze sono in vantaggio. Mi sa che gli uomini hanno preso sottogamba questa sfida. Di colpo il cielo diventa grigio, arrivano dei grossi nuvoloni che non fanno presagire nulla di buono. Propongo, allora, ai ragazzi di andare sotto un tendone: potrebbe piovere da un momento all'altro. Non mi ascoltano, vogliono continuare a giocare ed io resto lì a guardarli. Sorrido, sono felice. Qualche goccia inizia ad arrivarmi addosso, una decina di minuti dopo siamo tutti bagnati. Smettono così di giocare col pallone ed iniziano a tirare delle palle di fango. Vedendo che la situazione diventava insostenibile inizio anche io. Prima una,poi due. Poi una dritta in faccia, che mira! Ridiamo,non riusciamo a smettere di ridere. La gente che passa per strada ci guarda male, ma non capisce che il fango fa bene alla pelle! Riapro gli occhi, una voce annuncia l'imminente atterraggio. Quanto ho dormito? Qualche minuto dopo si sentì una botta. Il carrello aveva toccato il terreno. Sciolsi la cintura di sicurezza e mi preparai a scendere. Uscita dall'aereoporto vidi Madrid in tutta la sua bellezza. Questo posto sarebbe stato la mia casa per molto tempo...
Sola - Incompresa - Egoista - Egocentrica - Nostalgica - Innamorata.
Ho paura a capire le persone.
Mi fa paura confrontarmi.
Mi fa paura tutto.
Sento il bisogno di stare da sola,ma stando da sola sto male.
Non riesco a capirmi.
Domani avrei avuto la possibilità di vederti,di vedervi,ma non doveva andare così.
Gente che si diverte a fare il conto alla rovescia,gente che se ne frega altamente e mi parla di altri problemi.
Il mio non sarà un grande problema,ma io ci sto male...e standoci male non penso ad altro.
Quando tu tieni a qualcosa e per un motivo, o per un altro non lo attieni...come ci resti?
Io direi abbastanza male. Perchè ci ho sperato,ci ho creduto fino alla fine.
Ma non è stato possibile.
Me ne farò una ragione.
Ciao.
Divertiti domani...
D'altronde so,che neanche mi penserai.
Ho paura a capire le persone.
Mi fa paura confrontarmi.
Mi fa paura tutto.
Sento il bisogno di stare da sola,ma stando da sola sto male.
Non riesco a capirmi.
Domani avrei avuto la possibilità di vederti,di vedervi,ma non doveva andare così.
Gente che si diverte a fare il conto alla rovescia,gente che se ne frega altamente e mi parla di altri problemi.
Il mio non sarà un grande problema,ma io ci sto male...e standoci male non penso ad altro.
Quando tu tieni a qualcosa e per un motivo, o per un altro non lo attieni...come ci resti?
Io direi abbastanza male. Perchè ci ho sperato,ci ho creduto fino alla fine.
Ma non è stato possibile.
Me ne farò una ragione.
Ciao.
Divertiti domani...
D'altronde so,che neanche mi penserai.
mercoledì 23 marzo 2011
Basta un LUOGO per sapere CHI SEI,DOVE ANDRAI e COSA FARAI.
Qualcuno di voi ha mai visto "Nuovo Cinema Paradiso"?
Io sì,tantissime volte e lo amo sempre di più.
Mi piace vedere quel paese palermitano,che ha dato le origini alla mia famiglia.
Sono nativa di quelle zone,anche se non all'anagrafe,ma visitandolo,qualche tempo fa,ho sentito dentro di me una strana sensazione.
Mi sono sentita a casa.
Quel paese è completamente l'opposto di dove mi piacerebbe vivere,è piccolo,in montagna,abitato per lo più da anziani e con pochi servizi,ma a me piace.
Lo sento mio,sento che mi appartiene.
Mi sento come quel vecchietto del film di Tornatore che urla "La piazza è mia,la piazza è mia".
io,urlerei "Palazzo Adriano è mio,Palazzo Adriano è mio." Lo sento mio,dentro ogni mia singola cellula.
Amo scoprire cose sul mio passato,sulla mia famiglia...e rivedere quei posti è stata un'emozione troppo forte.
Sarà magari un paese di montagna isolato da tutto,ma ha un qualcosa che mi ci fa innamorare.
Sì,vedi Palazzo Adriano e ti ci innamori.
Per me è stato così.
Ed è una cosa fantastica.
A.
Io sì,tantissime volte e lo amo sempre di più.
Mi piace vedere quel paese palermitano,che ha dato le origini alla mia famiglia.
Sono nativa di quelle zone,anche se non all'anagrafe,ma visitandolo,qualche tempo fa,ho sentito dentro di me una strana sensazione.
Mi sono sentita a casa.
Quel paese è completamente l'opposto di dove mi piacerebbe vivere,è piccolo,in montagna,abitato per lo più da anziani e con pochi servizi,ma a me piace.
Lo sento mio,sento che mi appartiene.
Mi sento come quel vecchietto del film di Tornatore che urla "La piazza è mia,la piazza è mia".
io,urlerei "Palazzo Adriano è mio,Palazzo Adriano è mio." Lo sento mio,dentro ogni mia singola cellula.
Amo scoprire cose sul mio passato,sulla mia famiglia...e rivedere quei posti è stata un'emozione troppo forte.
Sarà magari un paese di montagna isolato da tutto,ma ha un qualcosa che mi ci fa innamorare.
Sì,vedi Palazzo Adriano e ti ci innamori.
Per me è stato così.
Ed è una cosa fantastica.
A.
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