NEVERLAND.

NEVERLAND non esiste,è un luogo perfetto dove tutto è pulito,semplice e sincero.
Dove basta poco per essere felici.
Se penso a NEVERLAND non penso nè al film,nè alla dimora di Micheal Jackson.
Penso al mio NEVERLAND. A cosa vuol dire per me questo "mondo che non c'è".



"Andiamo via,verso il mondo che non c'è anche solo per un attimo. Sai che non ci troveranno mai.
Siamo qui,dentro il mondo che non c'è,qui non servirà un miracolo vivi o morti non ci avranno mai."


venerdì 5 agosto 2011

Inizia un viaggio,inizia una nuova vita...

...Non importa dove vivi,non importa dove sei diretto. L'unica cosa che conta del viaggio è il viaggio stesso. La strada che percorrerai...

“Buon viaggio. Ti voglio bene”. Diceva l'ultimo messaggio che lessi prima di spegnere il cellulare. Avevano appena annunciato l'apertura dell'imbarco del mio volo. Mi alzai dalla sedia trascinando il bagaglio a mano. Stavo per fare il grande passo. Stavo per partire, chissà per quanto tempo sarei rimasta all'estero. Non sapevo quanto tempo ci avrei messo per ambientarmi, per fare delle amicizie. Se avessi avuto una sfera di cristallo avrei potuto rispondere a tutte le domande che affollavano la mia mente. Mi sedetti al mio posto e aspettai tranquillamente il decollo. Dopo un paio di minuti sentì una strana pressione sul mio corpo seguita da alcune leggere vertigini. Poi passò tutto. Guardai fuori dal finestrino: era buio e vedevo le luci della città. Chissà quanti bambini sono per ora con gli occhi puntati al cielo scambiando le luci dell'aereo per un UFO. Oppure sono consapevoli che si tratti di un aereo e lo salutino...come se da qui su fosse semplice vedere la gente. Appoggio la testa allo schienale e chiudo gli occhi. Sono in un prato con i miei amici. È una bellissima giornata primaverile. Fa caldo,il sole splende: non esiste una giornata migliore per scattare qualche foto. Le foto per me sono fondamentali. Fermano un attimo e ti danno la possibilità di riviverlo tutte le volte che ne senti il bisogno. Stanno giocando tutti insieme a calcio: maschi contro femmine. In questo momento Laura fa gol. Le ragazze sono in vantaggio. Mi sa che gli uomini hanno preso sottogamba questa sfida. Di colpo il cielo diventa grigio, arrivano dei grossi nuvoloni che non fanno presagire nulla di buono. Propongo, allora, ai ragazzi di andare sotto un tendone: potrebbe piovere da un momento all'altro. Non mi ascoltano, vogliono continuare a giocare ed io resto lì a guardarli. Sorrido, sono felice. Qualche goccia inizia ad arrivarmi addosso, una decina di minuti dopo siamo tutti bagnati. Smettono così di giocare col pallone ed iniziano a tirare delle palle di fango. Vedendo che la situazione diventava insostenibile inizio anche io. Prima una,poi due. Poi una dritta in faccia, che mira! Ridiamo,non riusciamo a smettere di ridere. La gente che passa per strada ci guarda male, ma non capisce che il fango fa bene alla pelle! Riapro gli occhi, una voce annuncia l'imminente atterraggio. Quanto ho dormito? Qualche minuto dopo si sentì una botta. Il carrello aveva toccato il terreno. Sciolsi la cintura di sicurezza e mi preparai a scendere. Uscita dall'aereoporto vidi Madrid in tutta la sua bellezza. Questo posto sarebbe stato la mia casa per molto tempo...

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