NEVERLAND.

NEVERLAND non esiste,è un luogo perfetto dove tutto è pulito,semplice e sincero.
Dove basta poco per essere felici.
Se penso a NEVERLAND non penso nè al film,nè alla dimora di Micheal Jackson.
Penso al mio NEVERLAND. A cosa vuol dire per me questo "mondo che non c'è".



"Andiamo via,verso il mondo che non c'è anche solo per un attimo. Sai che non ci troveranno mai.
Siamo qui,dentro il mondo che non c'è,qui non servirà un miracolo vivi o morti non ci avranno mai."


venerdì 17 dicembre 2010

"l'amore è la cosa più paradossale del mondo"...sarà vero?

"Ho voglia di innamorarmi,
Ho voglia di provare delle sensazioni forti,delle sensazioni vere.
Non voglio storielle o prese in giro,voglio una persona la mio fianco che mi apprezzi per ciò che sono,che apprezzi i miei pregi ed i miei difetti.
Una persona che mi voglia davvero bene,una persona che ci sia sempre.
Voglio provare le sensazioni che le protagoniste dei miei libri preferiti provano.
Voglio provare le "farfalle nello stomaco",davvero sono così stupende per come dicono?
Non lo so,ma sono curiosa,voglio proare tutto ciò.
Sono curiosa,anche di questo."
Faith.

A mistery,a poetry...

Un uomo guarda un vecchio.
Il vecchio guarda il mare.
L'uomo si ricorda della sua giovinezza,ormai andata,
Rendendosi conto che presto
sarà come quel vecchio
ad assaporare il bello
della solitudine
Il vecchio riflette,invece,
su quanto la sua vita
sia stata strana...
E perchè no,col senno
di poi rimembra la povera moglie
andata perduta tra le perfide onde marine.

Dreamer.

This heart,it beats for only you. My heart is yours.

È una mattina primaverile. Dopo la pioggia di questi giorni,sembra strano vedere il sole alto in cielo. Non ho ancora programmato cosa fare oggi. Probabilmente passerò la mattina a decidere cosa fare,senza poi concludere nulla. Accendo la tv,c'è un tizio che parla ancora,dopo mesi,dell'ennesimo caso di cronaca. Certo,è assurdo che cose del genere succedano,ma è ancora più assurdo che I media debbano informare la gente anche quando il possibile colpevole va a comprare il pane. Ma davvero è questa la nostra società? Delle volte mi stupisco anche. Spengo la tv,se devo cominciare la mattina sentendo degli stupidi litigare difendendo chi una persona chi un'altra,tanto vale tornare nuovamente a letto e dormire. È domenica,ma sembra lunedì,sono così stanca. Delle volte,non mi sento neanche Francesca. Delle volte capita di guardarmi allo specchio e dirmi: “ma sei davvero tu Francesca?”. Non riesco a capire perchè non mi riconosco. Anche quando sono davanti ad una scelta,in realtà so qual è la mia strada,ma mi ostino a stare ferma e ad esitare,ma mai faccio al contrario. Mi piacerebbe esitare di più nella vita. Anche nei rapporti con le altre persone sono così. Quante volte mi son detta: “Francesca,dopo questa delusione basta,non devi più fidarti così tanto delle persone”. Ed invece,ecco che non faccio neanche il tempo a finire di pensarlo che son di nuovo nella stessa barca. Son sempre quella brava ed innocente ragazza che da tanto per gli altri e non ottiene mai nulla. Si,ok,è una frase fatta. Nella mia vita l'ho sentita dire a tantissime persone. Quante volte mi sento dire da persone quasi estranee alla mia vita: “perchè tanto,sono sempre io quella che va peggio,sono sempre io quella che viene presa in giro”. Ma ne siamo sicuri? Cioè,si,lo dico sempre anche io,ma io,lo dico,perchè mi rendo conto che sono così,ma non riesco a fare nulla per cambaire. Non riesco a dire ad una persona “fermati! Basta parlare solo di te,mi ascolti? Anche io ho bisogno di essere ascoltata.”. Ma è come se fosse inutile. Quando io dico che faccio tanto per gli altri,lo dico perchè mi ritengo abbastanza altruista. Un esempio banale potrebbe essere “la scelta dei regali di Natale”,per Natale alle persone a me più care,tento sempre di regalare qualcosa per la quale so di essere apprezzata. Qualcosa che magari mi piacerebbe ricevere. Questo è il mio ragionamento,ma poi,le altre persone,che pensano: “ma tanto,è solo un regalo,prendiamo la prima stupidaggine che ci viene davanti e che costa poco ed il gioco è fatto. L'importante è che mi restino soldi per la mia settimana bianca”. Già,l'importante che ti restino I soldi per la settimana bianca. E la settimana bianca che potresti passare anche con gli amici anzichè andare da solo,che ne dici? Non è una critica al mondo questa. È una riflessione,anche perchè è un po' quello che mi è successo durante queste vacanze di Natale. Son rimasta da sola,alcuni miei amici sono andati all'estero,altri dovevano restare qui,ma poi alla fine hanno cambiato I loro piani...ed I parenti,sono troppo lontani sia fisicamente che emotivamente. Ho passato il Natale da sola,ho cenato sola e poi sono andata in un pub vicino. Non amo la solitudine,ovvero,ci sono dei momenti in cui vorrei solamente stare sola,altri,che invece mi sento tremendamente male a stare da sola che ho bisogno di qualcuno. Quella sera,però,conobbi Marco. Era anche lui al pub. Invano tentò di attaccar bottone,ma lo snobbai,al mio solito. Destino volle però,che lo incontrai qualche giorno dopo in libreria. Non so come,ma mi riconobbe. Mi disse che stavolta,voleva almeno camminare un po' con me. Non riuscì a dire di no,usciti dalla libreria,fecimo quattro passi insieme. La prima impressione avuta al pub di “sfigatello che la sera di Natale va in un locale per portarsi qualcuna a letto” si cancellò dalla mia testa quando mi parlò di sè.
Ha ventidue anni,studia scienze politiche all'università,ama la musica rock,i film horror e quelli di Tim Burton. È alto,magro,ha I capelli ricciolini e lunghetti,sono di un colore strano,sono castano-biondino. Ha una fronte grande,ma porta il ciuffo,non un ciuffo esagerato,come quelli che si vedono per ora. Ha gli occhi grandi color cioccolato. Ci sono persone che ridono con gli occhi,lui è uno di questi. Basta guardare leggermente I suoi occhi per rendersi conto che è una persona solare,simpatica e carismatica. Ha il naso un po' grande,lui stesso lo odia,lo paragona al naso di carota dei pupazzi di neve,ma secondo me,gli dona,un difetto,seoncondo me,sta bene su una persona. Purchè si abbia qualcosa che ne diminuisca il difetto. A lui,basta il sorriso. Un sorriso come il suo,non lo vidi mai prima di all'ora. Era un sorriso dolce,che ti metteva allegria anche solo guardandolo. Durante la nostra passeggiata,mi fermai in qualche negozio. Potrebbe sembrare imbarazzante al “primo appuntamento” fermarsi nei negozi e comprare,ma io lo feci.
Dopo un paio di ore ci salutammo. Mi diede il suo numero di telefono “per sentirci qualche altra volta”. Fu così che arrivò anche la veglia di Capodanno,alcuni miei amici erano tornati,passammo la serata insieme. Qualche minuto prima della mezzanotte ricevetti un messaggio “ti mando adesso gli auguri,per evitare le linee tra qualche minuto,spero non t'incazzerai. Spero che questo nuovo anno ti porti tanto bene e perchè no? Potrebbe portarti anche l'amore,nel caso che non ci fosse.” Era lui,Marco.
Risposi semplicemente “no,non c'è ancora,grazie mille. Dopo la mezzanotte andrò con degli amici al “Capannone” ci becchiamo lì?” rispose “certamente!”
Appena ci vedemmo mi disse «Ma tu lo conosci quel detto che se fai una cosa a capodanno la fai tutto l'anno?»
Non capì,quindi lo presi per mano e lo portai fuori. «Come scusa? Non ho capito.»
«Se fai una cosa a capodanno la fai per tutto l'anno,giusto?»
«Così dicono.»
«Bene.» Detto ciò,mi baciò.
Forse,il detto,non aveva tutti I torti. Ci siam baciati il primo dell'anno ed è da allora che ci baciamo.Ma questo,non giustifica la mia scetticità nei confronti dei detti popolari.

D.

Love is not the thing I feel now.

Solitamente quando si sogna una persona è perchè la si pensa.
Ma,perchè stanotte ti ho sognato?
Era da mesi che non ti pensavo. Mi spunti così,nei sogni e sconvolgi la mia giornata.
da male in peggio.
Perchè hai tutto questo potere su di me?
I tuoi occhi magnetici,nel sogno,mi catturavano,non mi lasciavano libera.
Ero una calamita e tu il polo.
Ma perchè?
Fortunatamente era un sogno,anche se,ripensandoci,forse,mi sarebbe piaciuto che non lo fosse...
..e magari,ritornare a quei tempi "felici".

Mi ODIO,ma ancora di più,odio TE.

Goodbye.

Dreamer.

Stuck on you 'till the end of time.

17 Novembre 2006,Miilano.
Ed ecco che un'altra giornata di lavoro finisce.
Amo il mio lavoro,mi piace,anche se non era magari ciò che desideravano i miei per me.
Saluto Irene,la mia collega,stasera tocca a lei chiudere. Mi metto il cappotto e la sciarpa ed esco.
Salgo in macchina,mi ricordo che prima di partire devo chiamare Martina,la mia amica.
Le mando un messaggio,per far prima.
“Marty,ho appena staccato. Che si fa,quindi?”
“tra tre quarti d'ora al Circolone.”
“devo passare a prenderti?”
“oh,no. Mi troverai lì. Appena arrivi chiamami che ti vengo a prendere,ci sarà casino.”
“che devi fare? Comunque ok. Vado a casa,mi rinfresco e ci sentiamo.”
“ok,bye darling.”
Martina,era la mia vicina di casa,fino a tre mesi e mezzo fa,quando ancora vivevo con i miei.
Ho sempre avuto un grandissimo rapporto con lei,sin da piccoline,siamo coetanee,abbiamo entrambe ventuno anni,quindi abbiamo fatto le scuole insieme,solo al liceo,io presi linguistico e lei classico,ma nonostante questo,siamo sempre state unite. E lo siamo tutt'ora.
Lei,va all'università, a Milano,in lingue e lettere moderne,io,mi ero anche iscritta lì,ed infatti frequento,ma non assiduamente,da Ottobre,lavoro anche in un negozio a Milano,che vende libri,cd e dvd.
Ho sempre amato questo mondo,infatti,passo parte del mio tempo lì.
Magari,potrebbe essere sbagliato,ma è una mia passione. E poi,accanto c'è un negozio che vende strumenti musicali,quindi spesso vado anche lì,ad osservare le chitarre che mai potrò suonare.
Martina,beh,lei è il mio opposto,odia leggere.
Ma è simpatica,è anche molto bella,estroversa e sfrontata,io sono più timida e introversa.
Sarà anche per questo,che tutti i ragazzi che ho avuto me li ha sempre presentati lei.
Lei così estroversa,lei così solare,lei così vitale.Lei così importante per me,soprattutto.
Dopo essermi fatta una doccia ed essermi preparata la chiamo.
«Martuz,dove sei?»
«Ehy Naty,sto andando al Cricolone,te sei pronta?»
«Sì,sto per uscire di casa.»
«Bene. Ci vediamo lì allora,appena arrivi non dimenticare di chiamarmi.»
«ok,ciao!»
Salgo in macchina e vado in direzione Legnano.
Per strada noto dei volantini. Sono di un concerto,faccio attenzione,la data è quella di oggi e sarà proprio al circolone.
Ma perchè Marty non mi ha detto che ci saremmo andate? E poi perchè dovrei chiamarla appena arrivata? Mi avrà preparato qualche sorpresa. Mannaggia a lei!
Dopo aver parcheggiato ricevo una sua chiamata.
«pronto?»
«ma dove diavolo sei?»
«ho appena parcheggiato,sto arrivando.»
«ok.»
Arrivo lì e la vedo uscire da una porta sul retro,mi chiama e mi consegna un pass.
«tieni-mi dice- questo è per entrare.»
«ma...?»
«zitta tu,se ti chiedono siamo con loro.»
«loro chi?»
«i finley.»
«e chi sono?»
«sono i ragazzi che apriranno il concerto stasera.»
«e come li conosci?»
«ho conosciuto uno di loro in discoteca,parlando,mi ha presentato anche gli altri e mi hanno invitato a sentirli ed io ho invitato te.»
«ci sei stata a letto?»
«sono domande da fare?»
«conoscendoti... Marty!»
«anche l'alchool c'era di mezzo,non ero sobria!»
«ah,usi l'alchool come scusa? Non si fa così!»
«Nathalie,sai come sono,uffaaa! E poi lui è sexy!»
«Sì,certo! Lo dicesti anche di Roberto.»
«ma lui era un coglione!»
«ah,certo!»
«lui,invece,scrive anche canzoni! È alto,moro con gli occhi verdi. È bello.»
«ok,marty,basta! Smettila di immaginartelo come un dio. Dov'è? Voglio vederlo.»
«stanno provando ora,appena scendono dal palco te li presento.»
«ok!»
Mentre aspetto,vado a girare un po'. Come al solito,sono la solita distratta,vado a “sbattere” contro un ragazzo.
«ops,scusa non volevo.»
«figurati. Sai che non dovresti stare qui?»
«eh? Nono,io sono con i f...»
come cazzo si chiamano quelli?
«con i?»
«Ehhm.. con i ragazzi che aprono il concerto.»
«ma davvero? Peccato che io non ti conosca.»
«e quindi?»
«beh,se sei con me e la mia band,dovrei conoscerti no?»
«oddio! Scusa,non lo spaevo. Mi ha fatto entare la mia amica.»
«la tua amica?»
«Martina.»
«aaah! Sei la sua amica?»
«sì.»
«oh,ciao! Io sono il cantante.»
«Ciao,piacere Nathalie.»
«Pedro.»«hai origini spagnole?»
«no,perchè?»
«beh,pedro...»
«ah,perchè di cognome vado Pedretti e odio il mio nome.»
«sarebbe?»
«Marco?»
«ah,beh,io lo adoro come nome.»
«grazie.»
Arriva Marty,mi presenta gli altri.
Dopo li sento suonare. Passiamo tutta la serata con loro.
Quante risate.
E quanta bravura,hanno talento,davvero. Poi si vede,hanno la musica nel sangue,si vede. E poi,anche marty,la vedo diversa. È più felice con lui,sorride davvero. È diversa. È più bella,forse,quasi innamorata.
È circa l'una quando torno a casa e ricevo un messaggio
“comunque,sappi che è stata una bella serata,ed un po' è anche merito tuo. Grazie,Pedro.”
Sorrido ed esausta vado a letto.
Mi sveglio l'indomani e vado a lavoro.
Continuo così,per un paio di giorni,fin quando un mattina in negozio,entra un ragazzo.
«ciao»
ero intenta a leggere un libro,non guardai chi fosse,anche se la voce mi era familiare.
«ciao,dimmi.»
«cercavo il cd dei f i n l e y,c'è?»
«Mmmh,aspetta che te lo cerco.» alzo lo sguardo e lo vedo.
Era lui. Mi guardava stranito.
«e tu che ci fai qui?»
«dato che non rispond ai messaggi mi sono fatta dire da marty dove lavoravi.»
«e per quale motivo?»
«volevo parlarti.»
«certo,è urgente? Se vuoi chiedo a Chiara di darmi il cambio.»
«mi faresti un grande favore.»
mi giro verso la mia collega
«Chià,mi sostituisci?»
«certo,a dopo!»

Poco dopo siamo seduti in un bar davanti ad una tazza di cioccolata calda.

«come te le cavi con l'inglese?»
«bene.»
mi passa un foglio.
«cos'è?»
«è il testo di una nostra canzone.»
Lo leggo,il titolo è “in my arms again”,parla di un ragazzo che incontra una ragazza dagli occhi blu,bellissima,è paragonata ad un angelo in terra,lui la prega di restare qui,ma lei deve andare,lui non vuole e la supplica.
Cosa vorrà dire questo?
«è bella.»
«Do you want to stay in my arms again?»
«Come?»
«sì,è da quella sera che ti penso,sai?»
«davvero?»
«sì,ma non ho mai il coraggio di farmi avanti.»
«per fare?»
«questo.»
si sporge verso di me e mi bacia.
Passiamo tutta la giornata insieme,come anche quella successiva e la successiva ancora.
Il tempo con lui sembra essersi fermato

Nathalie.

Io non credo nei miracoli.

Tic-tic.
Questo ticchettio sterile,instancabile,che tartassa la mia mente.
Guardo l'orologio,segna le 6:45.
Ho passato la notte qui? La mia terza notta in quest'ospedale.
Sperando in in segnale,un tuo segnale.
Dall'incidente,un mese fa.
Stefania mi dice sempre di tornare a casa,di riposarmi,ma anche se vado lì,non riesco a fare nulla,penso solo a te,qui,in questo letto d'ospedale,a lottare,tra la vita e la morte.
Perchè quell'uomo doveva arrivarti addosso?
Perchè non sei salito con me in macchina?
Mi sento tremendamente responsabile di quell'incidente.
Responsabile perchè so bene,che,nonostante al Club non avessi bevuto,il sabato sera,nella zona ne escono di pazzi squilibrati.
Quel bastardo era uno di loro.
Guaro intorno. Tanti fiori,tante lettere.
Sul comodino c'è una foto: io,tu,Carmine,Stefano,Danilo,Stefania,Tiziana ed Amy.
È la tua foto preferita,siamo tutti noi,insieme.Quel giorno,quando decidemmo di andare a fare Rafting.
Siamo tutti con i caschi.
Dio quant'è bello il tuo sorriso.
È proprio di quello che mi sono innamorata.
E te lo ripet...o sempre.“mi sono innorata del tuo sorriso,mica di te”e tu,mostri il tuo solito sorriso,solo per farmi felice,per vedere me sorridere.
Quant'è strana la vita?
Un giorno,siamo insieme,sul divano di casa mia,a guardare il tuo film preferito,a ridere ed ad ascoltare musica,quella musica che ti ha dato tanto,ti ha dato fama,ti ha dato ricchezza,ti ha portato anche me,in un certo senso.
Il giorno dopo,sei qui,steso in un letto d'ospedale,lotti contro la morte,perchè non può prenderti proprio ora,no,no amore mio.Non può.
Sto piangendo. Prendo la sua mano tra le mie,la bacio.Il ticchettio non è più stabile,aumenta.
Alzo lo sguardo e vedo un piccolo movimento delle palpebre.
Sorride,ancora una volta.
-ero sicura che ce l'avresti fattta.- dissi.
Mi strinse la mano. Chiamai il medico,non ero l'unica a credere nel suo risveglio.
Ero però,forse,l'unica ad averne la certezza.
Presi la lavagnetta dietro di me,e con un pennarello scrissi “BENTORNATO IN QUESTO MONDO!”
lesse,sorrise e poi mi fecero uscire.
Giustamente,dovevano visitarlo.
Scesi al piano di sotto,all'entrata,per prendere un caffè.
Non ci pensai un minuto. Chiamai subito Carmine.
Non risponde,cazzo.
Il caffè è pronto.
Stefano Carmine,Omar,Danilo,Tiziana,Stefania e Amy sono dietro di me.
Preoccupati.
-Che succede?- mi chiedono.
-è sveglio,ha aperto gli occhi.-
Guardai i loro sguardi,uno per uno.
Carmine,scoppiò a piangere,così come tutti gli altri.
Stefano mi disse -davvero? Lo hai visto?-
-Sì,ero con lui.- Omar chiamò i genitori.
Un miracolo,un altro miracolo era avvenuto.
Queste sono le piccole cose che ci fanno comprendere che oltre a noi,oltre le nostre vite,esiste qualcuno,quel QUALCUNO che già sapeva che per lui non sarebbe finita qui.Uscì nel parcheggio,
alzai gli occhi al cielo e sorridendo dissi -grazie!-
Davvero,stavolta,questo grazie LUI se l'è meritato tutto.

Alessia.