M'ama o non m'ama?
Che stupida che sono.
Sono seduta sul prato,ho accanto delle margherite. Ne ho già uccise due.
Una m'ama ed una non m'ama.
E questa..? basta,strappo questa e vado via.
«Ale! Cosa fai?» Ed eccolo,interrompe i miei pensieri,come un fulmine,con il suo sorriso,sincero,dolce.
«Hey Ste! Mi hai fatta spaventare!»
«Scusa. Che fai?»
«Tranquillo. Niente di che,uccido delle povere margherite purchè mi dicono che mi ami.»
Sa bene che sono innamorata. Ormai è da anni che sto così. Ma che posso farci? È la classica storia. Lei ama lui,ma lui ama l'altra.
«e se ti dicono “non m'ama”?»
«lei lo ha fatto.» indico il gambo della margherita vicino al mio piede.
«e lei?» indica l'altro gambo.
«lei,ha detto “m'ama”.»
«wow,pari.. e adesso?»
«provo ancora.»
«testarda come sempre la mia cuginetta,eh?»
«almeno per questo ho preso dalla stirpe Mantegazza.»
«sai che ti voglio bene?» detto questo mi si avvicina e mi abbraccia.
«che succede qui?»
Eccolo. Non poteva arrivare Sara? O Daniele? O Andrea? O Tiziana? No. Proprio lui. Merda.
«parlo con mia cugina.»
«ah,ciao. Pensavo fossi Sara.»
È scemo. Io e Sara siamo completamente diverse.
Sapeva benissimo che ero io. Una scusa migliore non poteva inventarla,vero?
Vaffanculo stronzo!
«ciao.»
«Ste,comunque tra poco dobbiamo iniziare a girare.»
«va bene. Arrivo.»
Si allontana. Ste si volta verso di me. Mi chiede scusa con lo sguardo. So benissimo che vorrebbe stare qui con me,ma non può.
«vai cuginetto,il lavoro è più importante,vi guarderò da qui. Farò un po' di “mama o non m'ama” e scatterò qualche foto.»
mi sorride. «va bene piccolina. Ma non essere triste. Sei qui sotto la mia protezione,se non sei felice,sai che tuo padre ti fa scendere giù,vero?»
«lo so. E so che commetterebbe lo sbaglio più grande di tutta la sua vita.»
«sei felice qui?»
«ti sembro felice? Sono felice quando lo vedo felice.»
«beh.. so che sta bene,ma non so se è felice.»
«vedi? Alla fine il discorso va sempre a lui. Vai,dai. Penserò a lui da sola.»
«ma no dai. Ti chiamo Tiziana? Sara?»
«no,davvero. Sto bene sola. Prendo un po' di sole e penso.»
«sicura?»
«basta preoccuparti! Vai!»
«Stee!»
«arrivo!»
«ti reclamano. Hanno più bisogno loro di te che di me.»
«ok,a dopo piccoletta.»
«a dopo.»
Arte,se penso a questa parola mi vedo davanti un quadro.
Un'immagine,ma la parola arte,non è solo un quadro. Arte è passione,arte è anche musica.
Mio cugino fa arte? No.
Per arte musicale intendo canzoni come Smoke on the Water dei Deep Purple.
O come Smeels like teen spirits dei Nirvana.
Non posso definire la musica che fa mio cugino Arte. Sarebbe un onore troppo grande per loro.
E non lo meritano. Non lo merita lui,troppo bello,troppo fidanzato,troppo tutto per poter pensarmi.
Io sono la solita sfigatella,ormai innamorata di lui. Innamorata talmente tanto che solo vederlo felice mi rende felice,anche se colei che lo rende felice non sono io. E mai lo sarò.
Quando sono arrivata qui,ste non mi aveva detto nulla.
Non poteva immaginare neanche lontanamente quello che sarebbe successo.
Eppure sono stata io,che ormai un anno fa,dopo l'ennesima lite con i miei,ho deciso di venire qui.
Una pazzia,lo so. Ma gli unici parenti che ho sono qui,a parte i miei genitori in Sicilia.
Non posso più stare con loro. Non mi capiscono,non mi capiranno mai.
“Devi essere un animo ribelle,per venire qui dalla Sicilia a 17 anni” mi disse un amico di ste appena arrivata.
Era un anno fa. Adesso ne ho 18. ho fatto la scuola qui.
Ma avrei preferito non andarci affatto.
Ormai sto finendo.
Mi manca solo l'orale della maturità.
Torno a casa dall'università.
Ancora non ho sentito le ragazze.
Ahimè,sabato ero fuori di me,non ricordo nulla. Devono raccontarmi cos'ho fatto,dato che Ste è impegnato a fare il musicista.
«ehi,Tì. Vieni da me?»
«ok,va bene. Viene anche Sara ok?»
«era ovvio.»
«ma quindi? Cos'ho fatto?»
«dopo aver bevuto dici?»
«-.-”»
«daai,scherzavo. Allora gli hai detto “sai che dalla prima volta che ti ho visto io ti amo?”
però lo hai detto anche ad Andrea.»
«ah. Scusa tì.»
«Andrea ha capito che ti riferivi a lui. Infatti dopo che glielo hai detto ha guardato Marco,che era con Erica...»
«ah. A lui l'ho detto mentre era con lei?»
«no,lei non c'era.»
«ah. Che reazione ha avuto dopo?»
«strana.»
«cioè?»
«è diventato serio tutto d'un colpo,poi ha sorriso.»
«cosa vorrà dire? Cos'avrà pensato?»
«non lo so,non sono capace di leggergli nel pensiero.»
«peccato.»
«va beh,ormai il danno è fatto.»
«però... una cosa potremmo farla.»
«cosa sarè?»
«vieni con noi alle prove. Lei non ci sarà.»
«come mai?»
«hanno litigato,me lo ha detto prima Daniele,non so perchè però..»
«va bene,andiamo.»
“vivo solo di te,del calore che dai la tua luce per me non si spegnerà mai...”
«vorrei dicesse a me queste parole...» sussurro a Sara.
«dai ale.» mi sorride. Non mi abbraccia per il semplice fatto che potrebbero capire.
«siete stati bravi..» dico avvicinandomi a lui. Durante la “pausa sigaretta”.
«grazie.»
«...ehm,senti.. riguardo a sabato sera...»
«ci pensavo prima,quando cantavo sole di settembre.»
«ah.»
«sì,cioè,se ti faccio una domanda...mi risponderai sinceramente?»
«sì.»
«pensi davvero quello che mi hai detto sabato?»
«è un discorso lungo,possiamo fare una passeggiata?»
«ok.»
Fa un cenno a Ste che capisce al volo. Proveranno senza un cantante.
Gli spiego tutta la storia,gli dico tutta la verità.
Pensavo fosse più difficile,invece le parole escono dalla bocca da sole.
«wow.»
«wow? Mi hai fatto parlare per più di mezz'ora e riesci a dire solo “wow”?»
«scusami. Sono senza parole però...»
«però?»
«sai che mi sono lasciato con Erica?»
«oddio..non lo sapevo. Non posso dirti “mi dispiace”,mentirei.»
«tranquilla. Immagino.»
«torniamo dagli altri,per favore..»
«ok.»
«...quindi adesso?»
«cosa?»
«tra di noi,tra te ed erica...»
«me ed erica capitolo chiuso,tra di noi non ne ho la più pallida idea.»
«bene.»
«bene.»
«ok.»
«ok.»
Capitolo 2.
-“portami ovunque,portami al mare,portami dove non serve sognare.” dice il grande Ligabue,vero mio caro diario?-
Comincio così,una nuova pagina del mio diario,non è un vero e proprio diario. È un quaderno,sul quale appunto piccole frasi,canzoni,piccoli flash,poesie,sogni. Basta leggerlo per capire chi sono veramente.
Se finisce nelle mani sbagliate è la fine.
Fortunatamente nessuno sa della sua esistenza.
-oggi abbiamo parlato,stavolta seriamente. Dopo il casino che ho combinato sabato...non credevo di trovare il coraggio per parlargli. Invece ce l'ho fatta. Non ha sorriso molto,era serio,era nervoso. Come dovrei comportarmi da oggi in poi? Non sta più con Erica. Ma d'altronde,che chiedo a te? Sei uno stupido quaderno pieno delle mie menate. Pieno di quelle frasi che sono parte di me. Non puoi darmi consigli,puoi solo ascoltarmi. Ascoltare le mie menate impresse tra le tue pagine,è il tuo compito.-
vengo interrotta da un messaggio.
“che fai?” è lui. Perché questo messaggio? Devo cercare di stare calma.
“chiusa in camera a riordinare le idee,tu?”
“passeggio. Sono vicino casa tua,posso passare?”
e questo che vuol fare ora? -penso-
“ste non c'è vedi. È fuori con Sara.”
“no,vorrei farti sentire una cosa.”
“ok,va bene. Ti aspetto.”
Sono sembrata fredda? All'apparenza! In realtà corro come una pazza a destra e a sinistra. Chiudo il quaderno in un cassetto dell'armadio,mi cambio,passo un filo di trucco e do una pettinata ai capelli.
Cerco di migliorarmi,per quel poco che posso fare.
Esco dal bagno,giusto quando suona alla porta.
«ciao.»
«ciao,posso entrare?»
«certo! Entra.» ha dei fogli in mano,non è la sua scrittura,la sua la riconoscerei ovunque.
Si siede sul divano.
«...quindi? Come mai passavi da qui?» mi siedo nella poltrona al lato. Per non stare né troppo vicini,né troppo lontani.
«cioè,in realtà sono venuto apposta qui. Vorrei farti leggere una cosa.»
«capito. Cosa?»
«è una canzone,l'ha scritta Daniele,ma mi aiuta a spiegarti delle cose.»
«ok,sono qui.»
«ecco,tieni.»
mi passa un foglio tutto scarabocchiato. Deve essere la prima bozza.
«grazie.» comincio a leggere.
Il titolo,da quello che deduco visto il grossolano grassetto con cui è segnato è “Svegliami.”
Sparirei per non tornare,godere dei sapori altrove,non lasciando alcune traccia di me. Che darei per soddisfare la mia voglia di esplorare,per sapere là fuori cosa c'è. Mi abbandono a voli isterici di fantasia così provo a immaginare come sia.
Svegliami che ho voglia di scoprire di che colore è il mare se stiamo a testa in giù.
Portami nei luoghi dove il sole non vuole tramontare,rimbalza e torna su.
Viaggerei fino a star male,sempre meglio che invecchiare,non sapendo cosa c'è intorno a me.
Volerei per ore ed ore per raggiungere il Natale,festeggiare prima che arrivi da noi.
Mi abbandono a voli isterici di fantasia così provo a immaginare come sia.
Svegliami nell'emisfero australe di stelle da ammirare ce ne sono altre in più.
Portami dove regna la neve,l'aurora boreale non la danno in tv.
Finisco di leggere nella mia mente.
«è bella... ma come mai proprio io?»
«ecco arrivato il momento critico.»
«cioè?»
incrocia le mani e le avvicina al viso. «allora,questa canzone parla di un viaggio,che può essere interpretato come il viaggio della nostra vita,un momento di cambiamento. In base ai sentimenti delle persone che la leggono o la ascoltano...»si ferma per poco,io lo fisso e di tanto in tanto annuisco. «...ecco,è il viaggio di una vita ideale. È il messaggio ad un'altra persona...ed io lo chiedo a te. Alessia,ti prego,svegliami,portami nel tuo mondo,nella tua vita,fammi scoprire posti sconosciuti,fammi vivere,ti prego,ti supplico. È da quando sei arrivata che cerco di scoprirti. Mi hai incuriosito,da sempre. So che sei fragile,che non hai un bel passato alle spalle,ma non mi interessa. Mi interessa soltanto capirti. Sai,ancora non ci sono riuscito. Sono solo riuscito a capire cosa provi per me,sei strana,misteriosa. E mi piace questo tuo atteggiamento.»
«grazie. Stavolta sei tu ad avermi lasciato senza parole.»
«non volevo,scusa.»
«tranquillo,ma non ho capito una cosa.»
«dimmi.»
«con questo...che vorresti dire?»
«voglio dire: scopriamoci,viviamoci. Voglio che tu sia qualcosa in più,qualcosa di diverso,di speciale.
Sei una persona speciale. Non ci vuole molto a capirlo,ma io voglio che tu sia ancora più speciale per me.»
credo di avere le lacrime agli occhi. Ho un groppo in gola.
«sarebbe una dichiarazione?»
«se proprio vuoi chiamarla così...»
«è per cercare di capire meglio. Dopo sabato sono molto confusa.»
«scusami tu,forse ho corso troppo,ma non riesco a non pensare ad altro.»
«scusami tu allora,devo essere una pessima ossessione.»
«non dire pessima,una pessima ossessione è sopportare tuo cugino in tour. Non tu. Semmai tu sei una stupenda ossessione.»
sorrido,sono felice.
Con la mano,fa un colpetto vicino a sé,come ad indicarmi di sedermi vicino a lui.
Mi alzo e mi siedo vicino a lui.
Stiamo un po' in silenzio,poi,timidamente,allunga la mano,mi abbraccia,mi spinge vicino a lui.
Sono tesa,ma il collo mi tira,devo rilassarmi.
Distendo i muscoli..ed involontariamente appoggio la mia testa al suo collo.
Restiamo in silenzio.
Il silenzio riempie tutto.
Le parole a volte,sono superflue.
Fine.
AllyDreamer
NEVERLAND.
Siamo qui,dentro il mondo che non c'è,qui non servirà un miracolo vivi o morti non ci avranno mai."
lunedì 9 agosto 2010
Come un bel film che lascia tutti senza parole.
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